Descrizione
Il lavoro di Anouchka Gerard esplora la materia come spazio di costruzione. Incisioni, accumuli e cuciture trasformano le superfici in strutture fragili in cui ogni gesto registra il passaggio del tempo.
Saint-Tropez fa parte della storia della famiglia di Anouchka Gerard dal 1973. I suoi nonni vi si trasferirono quell'anno e lei vi trascorse tutte le estati. Per lei questo luogo è un ricordo intimo, un territorio emotivo a cui rimane profondamente legata.
La storia artistica di Saint-Tropez è segnata da una pittura figurativa e solare, attenta alla luce del paesaggio mediterraneo. Anche la luce occupa un posto essenziale nell'opera di Anouchka Gerard, ma appare in modo diverso: rivelata nella materia, nelle incisioni e nelle trasparenze, a volte come attraverso un vetro colorato. Anche se passa attraverso le superfici, il processo creativo è un'esplorazione più interiore, guidata da un gesto istintivo e fisico.
Il cuore della sua pratica sono le "pelli di vernice", realizzate accumulando strati di vernice sul vetro e poi staccandoli. Diventate autonome, queste superfici vengono incise, graffiate e talvolta cucite. La cucitura agisce come una cicatrice: sia una riparazione che un fragile tentativo di tenere insieme il tutto, rendendo visibili le fratture che attraversano il materiale.
Questi pezzi sono ora uniti da bassorilievi in gesso, realizzati da stampi incisi in cui il materiale viene pressato, intagliato e lavorato.
Attraverso l'accumulo di questi interventi, le superfici si trasformano in costruzioni fragili, quasi architettoniche, dove ogni traccia porta con sé la memoria del tempo.

