Questa strada segna l'autenticità del cuore del villaggio.
Questa strada curva, con l'omonima piazza e la piazza detta "des Mules", anticamente chiamata "Merlenô", conduce alla rue Longue del villaggio di Saint Etienne de Tinée. In lingua stéphanois, "lou pourtale(t)" è un "portale", la cui "t" finale non viene pronunciata. Questa piccola piazza, anticamente chiamata "Gajola", era il cuore del villaggio. Qui si legavano i muli che arrivavano per la fiera e si mangiava nei ristoranti vicini. Questa strada, che corre in direzione ovest-est, è buia e stretta al centro.
La facciata della Maison Fabri al n. 20 è un'ex residenza signorile con un arredamento eccezionale per un edificio civile. Interamente realizzata nei toni del grigio e del nero, è composta da pannelli separati incorniciati da filetti piatti, che si stagliano su un motivo regolare che simula i corsi della pietra. Al centro della facciata è raffigurata una Crocifissione; a sinistra, San Sebastiano, che stringe nella mano destra un fascio di frecce, regge nella sinistra uno stemma della famiglia Fabri, che potrebbe essere lo stesso della bella porta intagliata di accesso alle abitazioni. Al n. 16, la facciata presenta un'immagine di una cornice con la sagoma di San Michele, con la data 1720 e l'iscrizione "...DEMICHAEL" a sinistra, e una porta in noce restaurata in basso. Al n. 14 sono visibili le tracce di un negozio risalente al Medioevo. È ancora visibile la grande pietra che fungeva da banco di vendita e i ganci all'interno ricordano la funzione del piano terra, che era una macelleria.
Dal punto di vista architettonico, le case si sviluppano su 5 piani, con le "galetas" sotto i tetti, una sorta di soffitta aperta che veniva utilizzata per conservare il foraggio per gli animali in inverno e per asciugare la biancheria. Queste galetas avevano balconi in legno che si possono vedere ancora oggi.
In passato c'erano diversi mestieri: lo stagnino, il calzolaio, il tappezziere che rifaceva i materassi di lana e persino un orologiaio che riparava orologi, sveglie e pendole e occasionalmente forava le orecchie delle donne.
Lungo il percorso si trovano due fontane che ricordano l'epoca in cui non c'era l'acqua corrente nelle case.