Descrizione
A cinque anni da “Hygie et Panacée”, l’ultima mostra personale di Frédérique Nalbandian alla galleria Eva Vautier, le viene oggi dedicata una nuova mostra in occasione dell’uscita della sua monografia, prevista per ottobre 2026.
Laureatasi nel 1996 alla Villa Arson (Nizza), Frédérique Nalbandian crea saponi. I suoi diversi stati: solido, liquido, schiuma, effervescenza, colature, stalattiti, la affascinano per esprimere nuove forme che lei ferma o lascia evolvere, trasformando così il tempo in un mezzo espressivo. Il sapone, particolarmente idrofilo, si presta perfettamente a tutti i cambiamenti voluti dall’artista.
Da quasi trent’anni, l’artista sviluppa un’opera singolare in cui il sapone di Marsiglia, il gesso e l’acqua diventano protagonisti di una riflessione sul tempo, sul vivente e sulla memoria. La materia vi si trasforma, si altera e si rigenera, rivelando un’acuta consapevolezza della fragilità del mondo. Sullo sfondo si delinea una meditazione sulla condizione umana, in cui scomparsa e metamorfosi non si contrappongono mai. Il gesto dell’impronta si affianca a quello dell’intaglio diretto: mani, orecchie, cervelli, rose appassite o colonne modulari compongono un vocabolario di frammenti che l’artista modella, impila, sospende o lascia dissolvere. Questa dimensione processuale ha portato Frédérique Nalbandian a intervenire in luoghi tanto diversi tra loro come la cappella di Santa Barbara a Bruay-la-Buissière, la cappella degli Adhémar a Montélimar, i giardini dei Cordeliers a Digne-les-Bains o, più recentemente, la chiesa di San Francesco a Ventimiglia. Le sue opere figurano oggi in diverse collezioni pubbliche, tra cui il Frac Sud, il museo Gassendi di Digne-les-Bains e il museo del Pavillon de Vendôme ad Aix-en-Provence.
La mostra accompagna la pubblicazione della prima monografia dell’artista, 1994 – 2006 – 2025, di Frédérique Nalbandian (Edizioni Arnaud Bizalion, ottobre 2026), che ripercorre trent’anni di ricerca sul gesso e sul sapone. Il volume ha beneficiato del sostegno dell’ADAGP, della SOGEDA-Monaco e del Fondo di dotazione François Fauchon.
Autori dei testi per la monografia: Jacques Leenhardt, *Le vegetazioni oniriche dell’amorfo*; Isabelle de Maison-Rouge, *La persistenza della schiuma*; Jean-Marc Réol, *Il laboratorio*; Philippe Piguet, Frédérique Nalbandian, di ieri e di oggi; Ondine Bréaud-Holland, L’ascolto; Jacques Leenhardt, L’elevazione e la caduta nella gravità e la forma della speranza; Sophie Braganti, Sentiero di rose
