Descrizione
Nolwenn Le Doth ci consegna una potente autobiografia in cui l'intimità si trasforma in un gesto politico. Utilizzando la propria storia come punto di partenza, l'autrice chiama a raccolta l'immaginazione per elaborare il trauma e rompere il silenzio che troppo spesso ancora circonda l'incesto.
Sul palcoscenico, inventa se stessa come una cavallerizza che attraversa le epoche, l'eroina di una ricerca dell'assoluto in cui il reale e il leggendario si intrecciano. Intorno a lei emergono le figure della bestia, i colpi di scena di una carriera giudiziaria, ma anche gli echi della cultura pop e dei game show, specchio di una società che guarda dall'altra parte. Dalla storia del suo trauma infantile, Nolwenn Le Doth trae un manifesto tanto frontale quanto poetico, in cui l'immaginario diventa uno spazio di resistenza. Poiché questa storia va oltre l'individuo, ha scelto di condividerla con un coro di donne: un esercito di cantanti dilettanti, diverso in ogni città in cui lo spettacolo viene rappresentato.
