Descrizione
La voce fragile ma potente di una tragedia contemporanea, quella di una madre single, in condizioni sociali e psicologiche precarie, che porta i suoi due figli piccoli a vedere il mare. Qualche giorno di vacanza lontano dalla povertà, con l'immensità del mare come unico orizzonte.
Un albergo squallido, fuori stagione. Le luci abbaglianti di un luna park in lontananza. Il mare vicino e soprattutto la pioggia. La donna descrive con precisione quasi maniacale le ore che precedono questa inspiegabile, irreparabile tragedia. Si aggrappa ai dettagli, come se potessero fermare la caduta, ma nulla può fermare la tragedia.
Véronique Olmi ha scritto un testo di una semplicità travolgente, il più vicino possibile a questa donna. Ogni frase avanza come un'onda, fragile e implacabile. L'amore materno, lungi dall'essere negato, è paradossalmente al centro della tragedia. Élise Clary, attrice della Troupe du TNN, porterà questo messaggio, sola sul palco, di fronte al cielo, al pubblico e al silenzio.
Muriel Mayette-Holtz afferma che la tragedia contemporanea merita le antiche pietre dell'Arena Cimiez. Celebrando esistenze invisibili, vite fragili che il mondo si rifiuta di guardare, sotto il cielo di Nizza, in un momento in cui la luce si sta spegnendo, Bord de mer si rivela come una fiducia, un canto d'amore e di disperazione, un'insonnia del cuore.

