Descrizione
"Lavoro per rivelare la profondità di un materiale che non guardiamo mai".
ARTON (Laurent Lecuelle) prende frammenti di cartone usato, che recano tracce, codici e impatti. Questi segni sono integrati come segni di una storia materiale e umana. Tagliando, strappando, assemblando e monocromando, rivela ciò che l'occhio non vede più: la vibrazione del materiale e delle texture, la profondità delle scanalature, la fragilità di un supporto scolpito dalla luce.
Qui la luce è un attore a tutti gli effetti. Scivola, cattura, cancella e reinventa. A seconda dell'angolazione, l'opera si dispiega in modo diverso, come se respirasse. Questo dialogo costante tra rilievo e luce crea un'esperienza commovente, quasi meditativa.
Attraverso questa mostra, ARTON mette in discussione il nostro rapporto con la realtà, con il consumo, con ciò che buttiamo via senza pensarci. Sublima l'ordinario, trasforma l'effimero in permanente e ci ricorda che la bellezza può emergere dove meno ce lo aspettiamo.
